Una riflessione, che mi riprometto di sviluppare nei prossimi post, una riflessione su una connessione che ho scoperto qualche mese fa, fra il modello architettonico del Ghetto e il tema dell’Astronave-Città-Mondo (la connessione non si può sviluppare c'è o non c'è, per me c'è).
L'autore del blog CG-CAD aveva iniziato con queste parole un post intitolato Una connessione.
Poi tutto è drammaticamente precipitato, il blog CG-CAD si è chiuso due giorni fa, e la promessa di sviluppare la riflessione non è stata mantenuta.
Caso vuole che l'autore di questo blog era anche l'autore del blog CG-CAD, e forte di questa straordinaria coincidenza, può riprendere le fila del discorso, con un primo tentativo di spiegazione, di chiarimento, ovvero una prima riflessione sulla connessione Ghetto-Astronave, citando una affermazione di Stendhal:
Firenze, pavimentata a grandi blocchi di pietra bianca di forma irregolare, è di una pulizia rara; nelle sue vie si respira non so quale straordinario profumo. Se si fa eccezione di qualche borgo olandese, Firenze è forse la città più pulita dell'universo.
Attenzione, Stendhal non scrive che Firenze è la città più pulita d’Europa, ma è la più pulita dell’intero universo. Se qualche lettore ha letto l’affermazione di Stendhal in chiave psicosomatica, non mi potrà seguire nella lettura di questo post, che continua, infatti, con una affermazione ancora più radicale, 'sta volta di Dante, e cioè che la sua Commedia, ma generalizzando qualsiasi opera umana (anche l'affermazione su citata e buttata là da Stendhal mentre disteso in terra aspettava l'arrivo della Misericordia) può essere letta e interpretata in almeno quattro modi: letterale, allegorico, morale e anagogico. Come puoi generalizzare? mi chiederà il lettore astioso ma, per esempio, se uno la mattina preparandosi il caffè ascolta Letter To Lucille di Tom Jones fischiettando allegro è perché non sa l'inglese? ché a leggere la traduzione c'è da piangere, quasi come il capitano Kirk sulla sorte dell'alieno con il muschio addosso, o perché, comunque, la canzone ci consente questa libertà semantica. Insomma, stop; chiamo a testimone Dante, e la sua lettera a Cangrande:
[7]. Per chiarire quanto stiamo per dire, occorre sapere che non è uno solo il senso di quest'opera: anzi, essa può essere definita polisensa, ossia dotata di più significati. Infatti, il primo significato è quello ricavato da una lettura alla lettera; un altro è prodotto da una lettura che va al significato profondo. Il primo si definisce significato letterale, il secondo, di tipo allegorico, morale oppure anagogico. E tale modo di procedere, perché risulti più chiaro, può essere analizzato da questi versi: "Durante l'esodo di Israele dall'Egitto, la casa di Giacobbe si staccò da un popolo straniero, la Giudea divenne un santuario e Israele il suo dominio". Se osserviamo solamente il significato letterale, questi versi appaiono riferiti alll'esodo del popolo di Israele dall'Egitto, al tempo di Mosè; ma se osserviamo il significato allegorico, il significato si sposta sulla nostra redenzione ad opera di Cristo. Se guardiamo al senso morale, cogliamo la conversione dell'anima dal lutto miserabile del peccato alla Grazia; il senso anagogico indica, infine, la liberazione dell'anima santa dalla servitù di questa corruzione terrena, verso la libertà della gloria eterna. E benchè questi significati mistici siano chiamati con denominazioni diverse, in generale tutti possono essere chiamati allegorici, perché sono traslati dal senso letterale o narrativo. Infatti allegoria viene ricavata dal greco alleon che, in latino, si pronuncia alienum, vale a dire diverso.
Quindi Stendhal ragionava come un alieno, probabilmente era un alieno. Ma questo che c'entra con la connessione Ghetto-Astronave? Nulla; però anche gli ebrei in quanto separati e isolati nel Ghetto erano alieni, indi il Ghetto di Firenze era una astronave.
CVD
martedì 20 ottobre 2009
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